martedì, maggio 23, 2006

 

Commercio d'opere

Ieri, di ritorno dal lavoro, sono passato dal centro commerciale giusto per fare un giretto. Passando vicino ad alcune mountain bike in offerta una ragazza straniera mi vede e mi chiede una consulenza su una bicicletta lì presente che voleva acquistare. Io, per quel poco che so sull'argomento, ho cercato di spiegarle un po' di cose, e devo dire che è un'esperienza surreale cercare di far capire a una persona che a malapena conosce la tua lingua cose che a malapena conosco.

Ma evidentemente ispiro fiducia, poiché dopo un po', mentre stavo dando un'occhiata ad alcuni abiti, un tizio che stava cercando un jeans Levi's della sua misura, mi chiede se gli so dire a che misura "nostrana" corrispondeva la misura indicata sul paio di jeans che avevo in mano. Il tipo stavolta era italiano, ma avrei preferito parlare di biciclette... Comunque non mi sono perso d'animo, guardo i jeans, guardo le varie etichette alla ricerca dell'illuminazione, ma nulla. Dimenticavo che per ricevere l'illuminazione bisogna rivolgere gli occhi al cielo, e infatti in alto c'era una tabella di conversione tra i due tipi di misura. Il tipo evidentemente non aveva la vista di un'aquila.

Dopo queste esperienze quasi mistiche, ho fatto un giro esplorativo in mezzo ai libri, cosa che non mi faccio mai mancare anche se poi non acquisto nulla. Adocchio uno scaffale promozionale (uno di quegli orrendi cosi di plastica) con diversi libri. Guardo la prima fila, e vedo alcuni libri di un certo (se non ricordo male) Giacobbe, con titoli del tipo "Come evitare di farsi le seghe mentali" e altre amenità simili.

Incuriosito, guardo il resto dello scaffale: erano tutti libri che in qualche modo erano riconducibili al "Codice Da Vinci" di Dan Brown, con titoli del tipo "Il mistero della Gioconda", "I segreti del Codice Da Vinci", "Il Sacro Graal" e altri titoli simili. Non giurerei per nulla sull'esattezza dei titoli, ma il senso era quello. Tutto ciò ha rafforzato la mia decisione di non leggere il "Codice Da Vinci" e di non vedere il relativo film, ma pensavo di poter partecipare anch'io al parassitismo di queste operazioni commerciali con tre opere:

"La Gioconda di begl'uomini si circonda": la vera storia di Monna Lisa, che all'epoca sarebbe stata una nota cortigiana che ammaliò pure Leonardo, il quale, affascinato dalla donna, la ritrasse nel quadro destinato a diventare il più famoso esistente. Del resto, l'espressione soddisfatta della Gioconda dice tutto.

"La paranoia dei Templari": viene qui raccontato lo stato di prostrazione psicologica dei Templari, sfibrati dalla loro esistenza segreta e dal peso ed importanza dei segreti custoditi. L'episodio centrale racconta l'internamento in un centro di igiene mentale di due Cavalieri che, non riuscendo più a sostenere il disagio della loro esistenza piena di sotterfugi, vanno in giro raccontando tutto quanto, ma ovviamente sono presi per pazzi e quindi ricoverati

"Il vero Codice Da Vinci": un libro che offre una sconvolgente rivelazione sul vero contenuto del romanzo di Dan Brown. Il romanzo che ha venduto milioni di copie in tutto il globo, in realtà sarebbe un'immensa opera di crittografia scritta per celare le barzellette più sconce conosciute dall'autore, svelate in questo volume vietato ai minori di 18 anni.

Ora devo solamente trovare qualcuno che mi pubblichi.

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